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  Convegni
Un ponte tra banca e industria. Per uscire dalla crisi e ridisegnare un nuovo modello di sviluppo

Il sesto convegno annuale guarda oltre la crisi verso nuovi modelli di sviluppo economico sostenibile


  Documentazione
Programma
Comunicato Stampa
Intervento di apertura di Mario Deaglio:
Dalla crisi una lezione per il futuro

Bergamo, 12 dicembre 2009
- Il ripensamento strategico del rapporto fra il settore del credito e il mondo industriale, dopo la crisi sistemica che ha determinato il recente shock economico e finanziario, è il modo concreto per dare un sostengo alla “exit strategy” e offrire prospettive di ripresa all’economia reale. E tutto questo senza perdere di vista la percezione etica ed i valori di fondo della “sostenibilità” che caratterizzano il corretto processo di sviluppo economico. Questo il messaggio del sesto convegno organizzato dalla Fondazione Italcementi Cav. Lav. Carlo Pesenti che si è tenuto a Bergamo e che consolida un importante appuntamento di discussione sui principali temi economici e industriali che ha visto negli scorsi anni la partecipazione di premi Nobel come Joseph Stiglitz e Michael Spence e di economisti e di esponenti del mondo accademico come Alberto Alesina, Taotao Chen, Domenico Siniscalco e Tito Boeri.
Dopo il saluto iniziale del presidente della Fondazione, Giovanni Giavazzi, i lavori hanno messo a diretto confronto, sullo scenario dei primi segnali di un “dopo crisi” illustrato dall’analisi di Mario Deaglio, i principali attori del mondo del credito e dell’industria italiana.

Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo e Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit da una parte e Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica e Giorgio Squinzi, amministratore unico di Mapei e presidente di Federchimica dall’altra, hanno discusso il tema - sostenuto da Giorgio Barba Navaretti, ordinario di Economia Politica dell’Università degli Studi di Milano, che ha coordinato il dibattito - di un necessario nuovo “ponte” e di nuove regole per lo sviluppo del Paese. Nonostante i primi segnali di miglioramento congiunturale, la persistente debolezza della domanda con le conseguenti implicazioni di lungo periodo, quali la crescita della disoccupazione e il calo degli investimenti, hanno posto infatti una sfida molto difficile alle banche e alle imprese determinando la necessità di una revisione non solo delle regole e dei controlli sui mercati ma anche dei vincoli e degli obiettivi alla base delle reciproche relazioni operative.

Il tema delle regole e della supervisione dei meccanismi di mercato, peraltro recentemente affrontati dalla stessa UE, e soprattutto la necessità di una condivisa gerarchia dei valori è stato intensamente sottolineato dal contributo del Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. “Negli ultimi venti anni abbiamo assistito al progressivo dilatarsi della dimensione della finanza globale, fino ad essere del tutto svincolata dalle esigenze dell’economia reale. Con un ribaltamento di paradigma, la finanza da ancilla è divenuta domina – ha sottolineato Ciampi nel messaggio video con cui ha voluto partecipare ai lavori del convegno delle Fondazione Italcementi – Nelle sedi preposte a scrivere nuove regole per la finanza i lavori proseguono con impegno, nonostante la difficoltà di comporre interessi talora configgenti. Siamo fiduciosi che i risultati non tarderanno. Ma – ha aggiunto – regole severe, supervisione coordinata potranno poco o nulla se non si fa strada e non attecchisce l’idea che è necessario un cambiamento radicale di registro, individuale e collettivo, nel modi di intendere e sentire la finanza e l’economia; soprattutto se non si rivede la gerarchia di valori dove l’una e l’altra si collocano”.
A chiusura dei lavori, Giampiero Pesenti, presidente di Italcementi, nel ringraziare i partecipanti ha voluto sottolineare la necessità di una continua tensione morale oltrechè imprenditoriale per saper cogliere, anche in momenti di difficoltà come l’attuale, segnali in grado di fare emergere scenari di positivo cambiamento: “Momenti di grave crisi sono anche momenti di grande opportunità”.

  Video
Saluto di benvenuto di Giovanni Giavazzi
(durata: 8.20 min.)
Intervento di apertura di Mario Deaglio
(durata: 28.45 min.)
Giampiero Pesenti introduce il contributo video di Carlo Azeglio Ciampi
(durata: 8.20 min.)


  Tavola rotonda moderata da Giorgio Barba Navaretti
Di che tipo di banche hanno bisogno le imprese e di che tipo di imprese hanno bisogno le banche?
Intervento di Andrea Guerra
(durata: 7.56 min.)
Come riescono le banche ad interagire con le imprese?
Intervento di Corrado Passera
(durata: 9.59 min.)
Come è possibile evolvere nella qualità di questo rapporto tra banche e imprese, nella prospettiva di Sviluppo Sostenibile?
Intervento di Giorgio Squinzi
(durata: 11.10 min.)
Come è possibile nel contesto attuale coniugare quella che è la realtà di operatori creditizi che devono accompagnare imprese in giro per il mondo ed essere presenti sul territorio?
Intervento di Alessandro Profumo
(durata: 9.33 min.)
Come essere un manager nelle imprese familiari?
Intervento di Andrea Guerra
(durata: 4.59 min.)
Cosa pensa sia fondamentale per la crescita?
Intervento di Corrado Passera
(durata: 5.36 min.)
Di cosa hanno bisogno le imprese per crescere?
Intervento di Giorgio Squinzi
(durata: 5.55 min.)
Quale può essere un quadro di governance per i sistemi finanziari che permetta di costruire questo ponte tra banche e imprese?
Intervento di Alessandro Profumo
(durata: 11.03 min.)
Di quanto abbiamo bisogno di uno Stato più forte e più efficiente per intervenire più attivamente nel sistema economico?
Intervento di Andrea Guerra
(durata: 2.15 min.)
Di cosa abbiamo bisogno per far ripartire gli investimenti?
Intervento di Corrado Passera
(durata: 2.15 min.)
Cosa fare per rafforzare la vocazione internazionale delle nostre imprese insieme al sistema delle banche?
Intervento di Giorgio Squinzi
(durata: 6.01 min.)
Cosa proponete per costruire un pilastro di questo ponte tra banche e imprese?
Interventi di Giorgio Squinzi; Corrado Passera; Alessandro Profumo; Andrea Guerra
(durata: 3.41 min.)


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